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IS E IL MAGO DEI SOGNI

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<<Presto Is vieni!>> gridò Aru <<Non abbiamo molto tempo>>.
<<Il Deva...>> mormorò Is e di rimando chiese <<ma che ci fai qui nella radura e cosa succede?>>
<<Sbrigati… vieni con me!>> lo esortò Aru <<Lui può arrivare da un momento all’altro>>.
<<Lui…? Lui chi?>> domandò sorpreso Is.
<<Come chi? Noongos… il mago, non ricordi? I tuoi sogni… te li vuole togliere!>>
<<Ma cosa dici? Non è possibile? Come può farlo?>> rispose incredulo il ragazzo.
<<Può farlo… devi credermi. Ti ripeto… egli ha un senso profondo della giustizia e va fino in fondo ai suoi intendimenti, se ritiene sia stata lesa>>.
<<Ma… è assurdo quel che sta accadendo!>> sbottò Is con disappunto <<Sembra così irreale>>.
<<È molto reale, te l’assicuro>>, concluse il Deva, facendo cenno di seguirlo.
Is pensò per un momento di non andargli dietro, ma alla fine si mosse anche se non del tutto convinto.
Percorso un breve tratto si fermarono e Aru, guidandolo, lo fece entrare in una grotta nascosta tra i cespugli.
La cavità rivelava un piccolo ambiente ben conservato, le pareti, attraversate da solchi regolari, segnalavano l’evidente lavoro di qualcuno. Al centro c’erano i resti di un vecchio fuoco: infatti, sul terreno leggermente avvallato, ancora si notavano alcuni frammenti di tizzoni neri.
<<Cos’è questo posto?>> domandò Is, mentre si guardava intorno con curiosità e cautela.
<<Questo era un rifugio degli elfi della montagna>>.
<<Degli elfi? E poi perché era?>> chiese il ragazzo.
<<Una volta venne scoperto e depredato da un umano, e da allora gli elfi, non fidandosi, l’hanno abbandonato>>.
<<Ancora parli di elfi, non esistono queste figure mitologiche>> ribadì Is, rasentando il sarcasmo.
<<Esistono, te lo posso assicurare, e poi lo vedrai con i tuoi stessi occhi se avrai la pazienza di aspettare>>.
<<Va bene, al momento ti voglio dar credito. Però ora… spero mi chiarirai perché sono qui>>, ribatté Is, dimostrando invece impazienza e in più un leggerissimo, ma percettibile accenno di disappunto.
<<Con calma Is, ora ti spiego. Il mago, che come me appartiene al popolo dei Custodi della Natura, si è stancato di voi umani, del vostro comportamento, della vostra insensibilità e quindi vi vuole togliere i sogni, o meglio, la possibilità di sognare>>.
<<Sì, questo ce l'ho chiaro. Ma perché? Cosa abbiamo fatto di tanto grave?>>
<<Gli umani non rispettano più la Natura, sono ormai perduti in un sonno che li rende incoscienti di ciò che fanno e questo, per il mago, non è più sopportabile, per cui vuole provare a risvegliarvi togliendovi i sogni>>, concluse malinconicamente, quasi sentenziando, Aru.
<<Ma è proprio vero? Lo può fare?>> domandò Is iniziando ad avere un po' di timore, nel percepire, cogliendo un pensiero lontano, che la cosa sarebbe anche potuta accadere veramente.
<<Ti ripeto di sì, egli è molto potente e risoluto, conoscitore di molti segreti della Natura e dell’arte della magia>>.
<<Ma se lui ritiene di difendere, a suo modo, la Natura, perché tu vuoi aiutarci?>> chiese il ragazzo, cercando di cogliere nel Deva ogni piccola inflessione che gli avesse potuto rivelare le sue reali intenzioni.
<<Perché? Perché personalmente penso che non sia questo il modo di agire…>> tacque un istante, per poi subito continuare <<la Natura, è soprattutto amore e non punizione ed esagerata inflessibilità>>.
<<Se è così che la pensi, allora sei in disaccordo con il mago, anche se fa parte del tuo popolo, I Custodi della Natura?>> incalzò un po' maliziosamente il ragazzo.
<<Be'… io vorrei soltanto che anche lui capisse e la smettesse di prendere iniziative senza consultare nessuno>>.
<<Quindi egli agisce, mi par di capire, per proprio conto, di sua iniziativa, insomma senza nemmeno chiedere il vostro parere?>> insistette Is.
<<A volte è così. Certo, lui pensa di muoversi per il bene della Natura, ma tutti ne siamo figli e tutti siamo importanti per essa>> concluse Aru con sincera fermezza.
In quel momento Is sentì dentro di sé che quell’essere era onesto, e quasi si pentì di avere avuto un atteggiamento arrogante nei suoi confronti.
<<Mi piace il tuo concetto, ma come spieghi che a volte la Natura stessa è terribile, mette in moto i suoi enormi poteri, distruggendo e devastando, del tutto insensibile a ogni tragica conseguenza?>> domandò Is, stavolta con sincera intenzione.
<<La Natura fa il suo corso, gli umani non tengono conto di questo, anzi si danno da fare solo per i loro comodi>>.
<<Spiegati meglio>>.
<<Voi… gli umani… costruite sui fiumi cambiandone il percorso, rimpicciolendone il letto, inquinate i mari, abbattete gli alberi dai monti, dalle colline e, dove ritenete utile per voi, coprite i prati col cemento e l'acciaio, create polveri che sporcano l’aria e i vostri polmoni, uccidete gli animali non per necessità ma per piacere, per cibarvene pur non avendone veramente bisogno, senza considerare che la Natura fornisce già tutto il necessario>>.
<<Quel che affermi è malauguratamente vero. Ma… allora… che possiamo fare? Credo che non sia sempre stato così… e sono anche convinto che non tutti gli umani siano come li hai appena descritti. Non tutti sono istupiditi>>.
<<È vero, anch’ io la penso come te>> rispose con calma Aru <<infatti, quando l’essere umano collabora con la Natura, senza offenderla, ma con unione e intenti comuni,
vengono fuori cose meravigliose, frutti, piante, che l’uomo nel pieno rispetto ha inventato, e ciò non è male, anzi... ed è anche perché ho ancora fiducia e speranza in voi che sono qui con te adesso>>.
<<Però...? Perché c’è un però, vero?>> sottolineò Is con tono interrogativo e con una punta di malizia.
<<Il però che forse comprendi è che in questo tempo le cose non vanno bene>>, rispose il Deva.
<<Che vuoi dire?>>
<<Dico che la terra è molto maltrattata, ed è per questo che il mago vuole operare partendo, come ormai sai, dai sogni>>, concluse Aru, rassegnato a questa realtà.
<<Ma cosa possiamo fare? Piuttosto… io… come posso agire per impedire tutto ciò e convincere il mago che c’è speranza di cambiamento, che gli esseri umani che hanno a cuore la Natura sono sempre di più?>>
<<Hai detto bene… tu cosa puoi fare?>> esclamò il Deva <<tu puoi fare invece molto>>, affermò concludendo.
<<E cosa? Al momento non vedo nulla che io possa tentare a questi livelli>> rispose il ragazzo scuotendo visibilmente la testa, comprensibilmente dubbioso.
<<Calma Is, vedrai, più in là comprenderai meglio ciò che intendo>>.
<<Se lo dici tu. Ma mi sento inadeguato, e poi non ho scelto io tutto questo>>, rispose ora con un cenno di nervosismo il ragazzo.
<<Giusto… ma come puoi scegliere una cosa se neanche sai che esiste. In questo caso è il destino che ha scelto per te, ritenendoti adatto a questo arduo compito>>.
<<È proprio così, le linee del fato mi stanno portando, trascinando e in effetti, in tutta sincerità, non so se avrei scelto razionalmente, così facilmente, di essere qui con te>>, affermò Is <<ma ormai è così che sta andando e darò il meglio che posso>>. <<Bene… sono compiaciuto… e… sono anche convinto che presto cambierai idea>>.
<<Cosa facciamo adesso?>> domandò, con calma rassegnazione Is, insolitamente non infastidito.
<<Intanto, per prima cosa, dobbiamo aggirare i guardiani del mago che si trovano all’imbocco del sentiero che porta alla sua dimora, in cima al monte>>.
<<Guardiani del mago? Cominciamo bene… >> disse quasi stizzito il ragazzo, accorgendosi però di non aver tenuto a freno la sua irrequietezza.
<<Al momento fattene una ragione. Se tuo malgrado ti trovi in questa situazione, allora procedi con convinzione, non ti mettere contro>>, rispose pazientemente il Deva.
<<Sì, sì… scusa, hai ragione, cercherò di non creare problemi>>, asserì con franca intenzione Is alzando le mani, facendo intendere di essere dispiaciuto del suo atteggiamento.
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